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Le previsioni per l’healthcare

Le infrastrutture sanitarie sono fondamentali per le popolazioni europee e costituiscono una sfida per la società per gli anni a venire. Uno dei limiti diventati evidenti è la necessità di rafforzare l’attuale offerta per gli anziani, così come detto per il residenziale tout court.

I numeri dell’healthcare

L’immobiliare sanitario europeo, un investimento socialmente utile, resta un’asset class popolare per gli investitori e il volume degli investimenti (in residenze per anziani e residenze infermieristiche) ammontano a 2,1 miliardi di euro in Europa nel primo trimestre del 2021, con un aumento dell’8% su base annua.

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Il mercato tedesco ha registrato ottime performance, con circa 500 milioni di euro di investimenti nel primo trimestre del 2021, seguito dalla Francia con 250 milioni di euro, il Benelux con quasi 100 milioni e i Paesi dell’Europa meridionale con quasi 100 milioni di euro.

I rendimenti del settore sono rimasti stabili nel primo trimestre del 2021 rispetto alla fine del 2019. I rendimenti prime delle case di cura in Francia, Germania, Belgio e Finlandia sono uguali o inferiori al 4,75%, in una situazione di stabilità. In Spagna, Italia, Paesi Bassi e Portogallo sono tra il 5 e il 6%. L’Italia ha sperimentato una leggera compressione dei prime yield anno su anno.

I fondamentali del settore sanitario sono buoni poiché la pressione demografica continuerà a crescere negli anni a venire, con la popolazione in zona euro in aumento da 342 milioni nel 2020 a oltre 347 milioni nel 2040, il che significa che l’assistenza sanitaria dovrà soddisfare tale domanda. In questo contesto uno dei principali cambiamenti demografici sarà l’aumento degli anziani non indipendenti e la perdita di autonomia dovrà essere supportata da case di assistenza o di cura, in particolare per la popolazione di oltre 80 anni, che aumenterà da 22 milioni nel 2020 a 26 milioni nel 2030 nella zona euro.I calcoli sono di un aumento di domanda di 45.000 nuovi posti letto nelle case di cura tra il 2015 e il 2025/2030 nei principali Paesi europei e, in aggiunta, una parte significativa delle proprietà esistenti dovrà essere ammodernato.

Le previsioni per gli hotel

Il settore turistico è stato indubbiamente il più penalizzato dalla pandemia e il comparto dell’hotellerie ha subito un vero e proprio shock. Secondo Primonial, la situazione non vedrà drastici miglioramenti ancora per tutto il 2021 e questo inciderà ulteriormente sulle prestazioni negative del settore degli hotel, che per il primo trimestre 2021 continua a mostrare cedimenti.

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Per il secondo semestre 2021 si prevede però un rimbalzo del settore e dei suoi indicatori principali, dal tasso di occupazione al RevPar (revenue per room) al prezzo medio. A fine anno si dovrebbe perciò iniziare a vedere una stabilizzazione a livello europeo.

C’è però ancora una differenziazione importante e riguarda la fascia: quella media, fino alle 4 stelle, gode di una maggiore resilienza grazie alla clientela domestica e locale, mentre quella del lusso è stata molto penalizzata dall’assenza di clienti internazionali. Questo dovrebbe continuare ancora, fino alla ripresa dei flussi turistici internazionali. A livello di investimenti nel settore si potrebbe perciò vedere un ritorno di interesse da parte degli operatori opportunistici, legato all’effettività delle campagne di vaccinazione nei vari Paesi, anche in termini di provenienza dei flussi turistici stessi.

I numeri dell’alberghiero

La forte penalizzazione del settore ha avuto come conseguenza un basso volume di investimenti, pari a 1,9 miliardi di euro, con una diminuzione del -45% su base annua. Il capitale si è concentrato in Spagna e Portogallo (450 milioni di euro), Germania (350 milioni di euro), Francia e Benelux (150 milioni di euro) e infine in Italia (100 milioni di euro). Al di fuori della zona euro, i flussi di capitali diretti verso il Regno Unito sono stati di circa 350 milioni.

In termini di rendimenti, dopo una fase di contrazione tra i 25 e i 50 bp nel 2020, i rendimenti prime sono rimasti stabili nel primo trimestre del 2021, con l’eccezione di Helsinki che ha registrato una riduzione di 25 basis points. I prime yields a Berlino, Monaco, Helsinki, Vienna, Amsterdam, Parigi sono tra il 4,25% e il 4,75%. Città come Milano, Madrid, Bruxelles e Lisbona si posizionano tra il 5,0% e il 6,5%. Il numero di camere d’albergo vendute o affittate in Europa nel primo trimestre del 2021 è in netto calo (-56,6% su base annua).

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